Diario di un Drogato Consapevole

ovvero di come questo blog nacque come "luglio agosto e settembre [nero]"

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"forse un giorno io sparirò meravigliosamente" [adattamento da un verso di Rimbaud]

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venerdì, 03 luglio 2009

Raianair                             Chewingum

 

Passando con la macchina davanti a un cinema vedo in cartellone un film :"La Rivolta delle Ex".

E allora ho pensato che erano belli i tempi in cui bastavano un paio di zombies per fare un buon horror.

 

Ma non finisce qui.

Ho anche concluso che Christian de Sica sia il Male. Sì proprio lui, non  Massimo Boldi ad esempio.

Perchè Massimo Boldi fa schifo e basta.. Non è un male subdolo. E' come la chiazza di vomito sul marciapiede Massimo Boldi.

Christian de Sica invece è il Male perchè a Natale appare in quei film nei panni dell'Avvocato Ciula e suoi pari e ci dice che è una satira di una "certà società italiana" quando invece non è "una satira di"  ma è proprio quella certa società italiana.

Però poi magari scrive un autobiografia e parla di suo padre, delle visite da bambino a casa di Luchino Visconti, di quando Vittorio diceva a lui e suo fratello "però non date troppa  confidenza al pederasta". E poi gli incontri con Rossellini, la Magnani, Zavattini. Gli aneddoti su Wanda Osiris... le abitudini "aristocratiche" del padre, la madre sorella di quel Ramon Mercader che picconò la capoccia a Trotsky, le "cazzate" fatte con Verdone...

E lo racconta in  modi  genuini, a tratti anche seducenti. Che  ti vien da dire "ma allora non è solo l'avvocato Ciula, vuoi vedere che magari anche in altri ruoli..."

Ecco per questo Christian de Sica è il Male.

postato da: aurelianobuendia alle ore 11:19 | link | commenti (25)
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martedì, 30 giugno 2009

If I Should Fall from Grace with God          The Pogues

Ho passato metà della mia vita

a giustificarmi con donne.

La restante parte

a fare cose di cui dovermi giustificare.

 

E meditavo di andar via

più o meno solo,

con Elvis e Doc. Freud,

e scegliermi una città per qualche giorno.

E  così raccontare le mie giornate scrivendo delle lettere alla sera.

Ed ogni lettera avrà con se ora della sabbia

ora una briciola di pane

ora

una macchia di caffè.

 

postato da: aurelianobuendia alle ore 20:09 | link | commenti (40)
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lunedì, 29 giugno 2009

Coming into Los Angeles          Arlo Guthrie

Avviandoci verso l'edizione estiva questo blog perderà di qualità.Che se volete i post di qualità ci sta sempre chinaskisettantasette.

Fatto sta che me ne stavo bel bello seduto al tavolino del  baretto davanti il mare a bere il mio cappuccino. E siccome il mercato estivo della Roma pare  abbastanza statico accade che mi metto a pensare.

Penso che tra un mese sarò in vacanza e allora potrei addirittura per quest estate rinunciare ai miei sandali marrone da turista crucco sul Lago di Garda (ma io senza calzino eh) per  avere, sarebbe la prima volta nella mia vita, un paio di infradito. Che per farla tamarra del tutto mi compro quelle con la bandiera del brasile.

Terminate le frivolezze mi sono soffermato ad affrontare il problema degli extracomunitari.

Infatti il problema degli extracomunitari tocca anche me.

Ad esempio l'ultima volta che sono andato a fare l'aperitivo a San Lorenzo, seduto  ai tavolini sul marciapiede, ero interrotto  ogni 4 minuti da un dannato cingalese che cercava di venderci animali tremolanti "antistress" per massaggiare la schiena, accendini che proiettano immagini di donnine spogliatelle e un altro affare che non ho capito ancora nè cosa fosse nè dove eventualmente si infilasse.

Bien.

Ma il problema base che mi pongo è un altro.

Se ad esempio uno esce con una ragazza le prime volte e mentre sta facendo sfoggio di tutta la sua arte dell intortamento parlandole di mostre, cinema, arte, viaggi, e tenendo occultato tutto il resto si presentasse il cingalese  venditore di rose, cosa  bisogna fare?

a) avere i due euro a portata di mano e comprare subito la rosa  così vi lascia in pace  con però il risultato di avere due euro in meno per un fiore che tu non volevi comprare e lei non voleva ricevere.

b) rifiutarsi fermamente rischiando di passare un po' per antipatico.

c) non riuscire a resistere alle insistenze bengalesi e alla fine comprare quella dannata rosa spelacchiata con il risultato di essere passato  per antipatico e in più  regalare una rosa  a chi non voleva riceverla sopratutto dopo tutta quella contrattazione.

Poi  ci sarebbero quelli che  vendono i calzini. Ma qui taccio che non voglio passare per razzista.

postato da: aurelianobuendia alle ore 15:17 | link | commenti (40)
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venerdì, 26 giugno 2009

Blogghe in Edizione straordinaria

 

E' morto Michael Jackson (o maicol gecson).

A parte che a mio vedere,

se ti casca da solo il naso

per più di due volte,  sei già morto da un pezzo.

 

Aveva tutte le malattie del mondo

ed è morto di infarto.

E' come Al Capone arrestato per evasione fiscale

postato da: aurelianobuendia alle ore 13:26 | link | commenti (41)
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giovedì, 25 giugno 2009

Filemone e Bauci           Amor Fou

 

Avvertenza: il post è zeppo di riferimenti filmografici

Camminare lungo le strade di una città con le cuffie dellì iPod nelle orecchie può stimolare notevoli pensieri oltre che permettere di fingere di non sentire i vari "CiaoMaTuLeggi?Qualèlultimolibrochehailetto?" di quelli di Mondo Libri perfidamente appostati.

-- Mi è capitato di avere nelle orecchie la marcia imperiale di Darth Vader proprio quando difronte a me si stanno aprendo le porte automatiche dell' IperCoop o anche  della metropolitana. Questo dà  una gran sensazione di Potere imperiale ed  è impossibile resistere dal fare almeno un paio di respiri da asmatico per vedere che effetto fa.

-- Parte una canzone   come ad esempio il "Time Warp" oppure "Aquarius" e "Let sunshine in" E allora ci si aspetta devvero che da un momento all'altro tutti nel vagone inizino ad aprire e chiudere ritmicamente il Corriere dello Sport battendo i piedi all'unisono mentre le casalinghe dei palazzi di fianco aprono e chiudono insieme le persiane. Ovviamente cantando e  ballando. E per strada accade qualcosa di simile a quanto accade difronte la friggitoria di Aretha Franklin quando lei canta Freedom. Non accade mai ma io  ancora ci spero imperterrito.

-- Infine, piove. E probabilmente ,anche se non sto ascoltando nelle cuffie "i'm singing in the rain", al primo lampione  vi farò vergognare di camminare al mio fianco.

postato da: aurelianobuendia alle ore 10:47 | link | commenti (16)
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lunedì, 22 giugno 2009

Personal Jesus        Depeche Mode

perchè le righe che seguono meritano di essere lette da sole e ora. perchè sono sempre valide e diverse occasioni  le hanno ancora e ancora confermate. perchè sì.

Io alle feste non mi diverto.

Si è proprio così come leggete. Direte  che feste? Beh mettete un buon numero di ventenni in un appartamento che bevono, fumano e i più fortunati scopano. Forse diversi anni fa mi ci divertivo anche.

Ma adesso non più. Io odio le feste. Le rifuggo. Magari mi trovo a pensare: " adesso bevo qualcosa, mi alleggerisco la testa, fotto il Super-Io e mi divertirò".

Ma col cazzo.

Mi trovate seduto da qualche parte a fumare sigarette una dopo l'altra maledicendo il momento in cui ne vedo restare solo due nel pacchetto. E' il momento in cui mi sento perduto e penso "Quando finiranno cosa farò?"

E nè son sollevato se qualcuna si avvicina e interrompe questo mio isolamento. No affatto. Mi annoia proprio se qualcuna inizia a parlarmi, a far domande e ancora peggio se mi chiede il motivo per il quale non partecipo. Vorrei sparisse, andasse a divertirsi. Non preoccuparti, va a divertirti, io ti guardo. Fumo, bevo qualcosa da solo, sto bene davvero, vai vai...

Il momento migliore è quando posso chiudermi al cesso. Sapete com' è, la necessità di farsi una lunga e calda pisciata, vomitare, queste cose così.  Bene. Cerco di prolungare il più possibile questi momenti di vera solitudine giustificata. Mi guardo allo specchio, mi piace vedere la mia faccia arrossata dall'alcool. Soffio del fumo verso la mia immagine e sorrido. Si, il mozzicone di sigaretta pende dalle labbra. Mi guardo ancora una volta allo specchio. Noto, come spesso, che nonostante di certo non sia il classico bel ragazzo, ho delle belle labbra. Le guardo. Mi piacciono le mie labbra. Aspetto che la sigaretta si consumi ancora un pò. La prendo tra le dita la guardo, la rimetto tra le labbra, un ultimo tiro e la schicchero abilmente nell'acqua. Mi godo lo SHHHHHHHHT  del mozzicone che si spegne prima di tirare lo sciacquone.

Saran passati due minuti, ma sicuramente i due minuti migliori della serata

postato da: aurelianobuendia alle ore 14:36 | link | commenti (84)
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giovedì, 18 giugno 2009

Moby DIck          Ernesto Bassignano

Pensiero romano n° 4 *

Oggi non c'è più nemmeno quella porta rossa a Trastevere.

Anni fa quella porta si apriva,

si scendevano un paio di gradini e

c'era un corridoio lungo, puzzolente di muffa, umido.

Alla fine di questo corridoio , alcune poltroncine rosse e una pedana che fungeva da palco.

Di luned' suonavano il jazz. Gi altri giorni i cantautori sconosciuti. E nell' intervallo si beveva la sangria versata col mestolo nei bicchieri.

Era una Roma diversa,

una Roma fatiscente,

una Roma puzzolente di muffa,

una Roma in cui la sera la gente andava a dormire e restavano fuori solo  quei pochi "disgraziati" che giocavano a pallone a Piazza Navona, che alle 3 del mattino andavano, un po' sbronzi, a mangiare il cornetto caldo.

Quei disgraziati che il lunedì aprivano quella porta per andare ad ascoltare il jazz.

E ci suonavano gli altri giorni.

 

* pensiero registrato su un registratore a cassetta in una tarda notte di fine primavera mentre la macchina andava.

postato da: aurelianobuendia alle ore 15:11 | link | commenti (20)
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martedì, 16 giugno 2009

The Opposite of Hallelujah           Jens Lekman

 

Martedi scorso ero a Forlì.

 

 

In effetti non è granchè come post fin qui.

Allora:

martedi scorso ero a Forlì per farmi visitare gli occhi.

Il problema del diventare cieco per me in effetti sarebbe l'uso del cane. Diciamo che tra me e i cani non c 'è proprio una reciproca simpatia.

Quindi essendo previdente sto addestrando un pappagallo giallo che terrò appollaiato sulla spalla destra.

Quando camminerò per strada lui gracchierà cose tipo

"Raaaa raaaa giiira a sinistra giiira a sinistra"

oppure

" aaaattento scala aaaatento scala raaaaa"

e ancora   " belllla  gnocca beeeella gnocca!" *

 

* questa non gliela insegnerò io, ma sarà un pappagallo maschilista e scostumato.

postato da: aurelianobuendia alle ore 13:05 | link | commenti (41)
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venerdì, 12 giugno 2009

Crackhead                      The Tatianas

Dalla "Raccolta di pensieri romani"

Pensiero romano n°85

La metropolitana.

Io, quando aspetto la metropolitana,

non attendo mai nei pressi della linea gialla.

Io, ho paura che qualcuno, da dietro,

possa spingermi giù quando arriva il treno.

postato da: aurelianobuendia alle ore 13:55 | link | commenti (30)
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lunedì, 08 giugno 2009

Yokono                    Joycut

Durante la settimana appena trascorsa abbiamo girato il video di un gruppo rock della zona. Sicuramente dai tre giorni di riprese, effettuate per la maggior parte in un paesino sperduto tra i mont,i possiamo estrapolare alcuni punti:

- Bau! (ovvero di come io mi sia accorto di essere come attore un cane. Ma proprio cane cane. Roba che Nicoletta Braschi è brava eh.)

- Le scene girate  tra le rovine di un monastero del 900 dopo cristo. Che a me lo rovine si sa, piacciono tanto tanto e  ho avuto occasione di fare qualche foto, ma a tratti avevo l'impressione che nella sequenza successiva avrei dovuto tenere in braccio la sposa come nei peggiori filmini da matrimonio.

- Oltre che delle donne che sanno giocare a carte e delle persone col doppio cognome io non mi fido dei barbieri. Il mio taglio di capelli non può che migliorare. E' addirittura peggio di quello di Danilo Coppola .

- Il bar/pub del paesello di montagna in cui abbiamo girato parecchie scene. Alle 8:30 del mattino già popolato da una fauna di vecchi ubriaconi completamente ciucchi che iniziano ridendo grassamente e alcolicamente per poi arrivare in fase 2 della sbronza e litigare tra loro minacciandosi di morte fin quando la barista  (una donna dai bicipiti degni di un camallo) non li butta fuori.

- Scene da Guerrilla Cinema : io, durante scene girate nei pressi di una casetta al limite di un bosco di castagni :"la camminata la faccio lenta e barcollante?"  loro: "daje falla veloce che sta arrivando il padrone del terreno..."

- Beeh Beeeh. La pecora che stavano sgozzando fuori dalla finestra della stanzetta dove mi stavano truccando il viso

- Scoprire troppo tardi che esistono metodi  più soft per struccarsi da matita e fondotinta e correttore rispetto allo strofinarsi forte il viso con una asciugamano ruvida insaponata.

- Il giorno dopo uscire di casa con le mani ancora leggermente truccate e quindi troppo bianche rispetto le braccia che sembrava  fossi andato a prendere il sole con le mani in tasca.

- Il vecchio vecchissimo grinzoso che si avvicina all'ingresso del bar/pub  dove  stavo  fumando una sigaretta e dopo essere entrato  a prendersi un caffè mi chiede  qualcosa che suonava  come " U vidisti a Peppinu u Scuturruni?". (o almeno questo mi è sembrato. Daltronde non aveva i denti. La sua dizione non era perfetta)

postato da: aurelianobuendia alle ore 16:20 | link | commenti (39)
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venerdì, 05 giugno 2009

Stanza a ore           Valentina dorme

E domani si vota.

Ora noi possiamo perdere di molto, con più di 10 punti di scarto,

oppure

possiamo perdere di poco, con meno di 10 punti di scarto.

 

Ma se perdiamo di poco,

abbiam vinto noi.

postato da: aurelianobuendia alle ore 11:51 | link | commenti (28)
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lunedì, 01 giugno 2009

Europe Endless        Kraftwerk

Non capivo perchè io le potessi piacere.

Non mi capacitavo di come in qualche modo lei  potesse ritenermi attraente solo giudicandomi dall'aspetto fisico.

Lei era Katia.

Katia faceva parte di quelle ragazze che partendo per le gite scolastiche avevano appresso quattro negri che ne trascinavano i bauli di vestiti e scarpe.

Katia fece sapere a un mio amico che mi trovava interessante. Avevo 17 anni, indossavo una felpa verde con cappuccio il giorno che, con la scusa dell'assemblea di istituto ci avvicinammo.

Una felpa verde con la scritta RIZLA+.

Passeggiavamo  lungo il cortile per poi sederci su un muretto sberciato.

Aveva un maglioncino bianco scollatissimo. Io non riuscivo a dire nulla.

A lei piacevano i Korn. i KOOORN (leggasi alla Offlaga Disco Pax, grazie)

Mi  salutò dopo un po' e andò dalle sue amiche. Credo  sia andata a raccontare  quanto fossi imbranato e inconcludente. Che a lei, proprio a lei, tipi così mai le erano capitati.

Io tornai dal mio amico. Gli dissi che no, era troppo stupida per me. Non c'erano argomenti in comune.

La rividi un mesetto dopo. Ultimo giorno di scuola pre natale. Mi salutò calorosamente con un sorriso che mi era sembrato ammiccante. Ma era pure vero avevo bevuto mezza bottiglia di Martini Bianco e stavo per  processare e condannare al rogo un pupazzetto* che mi era appena stato regalato.

 

La storia potrebbe finire qua.

Tuttavia la rividi anni dopo a Roma, in un noto locale dalla forma cubica.

Mi salutò.

Io mi limitai a guardare il perizoma che usciva dai suoi jeans a vita bassa.

Avevo la stessa felpa verde.

Il giorno dopo scoprii che Katia

non si chiamava Katia.

Il suo nome era

CATERINA.

 

*la storia della condanna a morte del sorcetto segnalibro di peluches è appunto un'altra storia

 

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giovedì, 28 maggio 2009

Ballata del Lavoro Interinale           I Ministri

Appunti romani per immagini brevi

* Andare a ballare al MICCA. Ché non ha prezzo andare in questo locale dalle poltroncine e tavolini rotondeggianti, dalla pista a scacchi che si illumina e poter ballare da caterina caselli al surf, dai beatles a locomotion, da surfin bird a my boy lollipop. Con le gambe ad angolo ovviamente.

*Poter  ritagliarsi il tempo per un "vagamento solitario" e scoprire così, voltando per una stradina nascosta che si imbocca da una strada trafficata un'immagine  che meriterebbe un fotografia. Da un lato della strada una chiesetta del 1100 da cui provenivano canti in latino mentre proprio di fronte, dall'altro lato, una prostituta stava sulla porta del suo basso facendosi vento tentando di sfuggire al gran caldo.

*Mangiare, seduto sull'erba, un pezzo di pizza al taglio tra i migliori degli ultimi tempi. Fiori di zucca e acciughette per essere precisi.

*L'immagine quasi surreale alla fermata dell'autobus sotto la calura del primo pomeriggio, di un vecchio che suonava dei campanacci blaterando frasi incomprensibili con la gente attorno che non era in grado per caldo e spossatezza nè di sorridere nè di lamentarsi

*Il 24 maggio, dopo un pomeriggio fatto di birra e parole attorno un tavolo di cristallo, andare a cena in un'osteria con il tavolo  malfermo sulla strada e la tovaglia a quadrettoni mangiando la pasta alla gricia e bevendo una bottigia di rosso dei Castelli. E per finire un amaro come si deve. Tutto questo prima di andare al pub a bere. Per poi finalmente, stremati, tornare a casa. A bere l'oro nero.

.*L'unico regalo ricevuto, che vale per dieci. Perchè una tavola originale di bruno brindisi è pur sempre una tavola originale di bVuno bVindisi. Sì. Con la eVVe. Qualcuno sa perchè.

*La coppia seduta al tavolo di fianco. Avevano appena mangiato una bistecca servita ancora sfrigolante sulla piastra calda. Lei era svaccata sulla sedia che mancava solo partisse in una sequela di rutti grattandosi la pancia. Lui sembrava Milhouse a 40 anni.

postato da: aurelianobuendia alle ore 20:12 | link | commenti (36)
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lunedì, 25 maggio 2009

Andare Camminare Lavorare           Piero Ciampi

Cose scritte tenendo conto che sto bevendo dal pomeriggio del 24 di maggio.

Parte I

Questo blog, il terzo migliore di splinder dopo chinaski77 e il tuo, ha da poco compiuto 5 anni. Mica fuffa.

Parte II

Quando fai il compleanno e pensando ai regali che vorresti ricevere pensi a un rasoio elettrico, significa che davvero ti stai avviando  verso la vecchiaia.

Ebbene sì, oggi raggiungo un'età in cui finisco di avere gli sconti ai musei, finisco di avere gli sconti sui treni, finisco di poter fare l'interrail. Finisco ufficialmente di essere ggiovane.

Ora però andrò a esporvi una mia teoria su me stesso.

Bene,

Io nasco il 25 maggio.

Il 25 maggio escnono al cinema i primi tre film di Guerre Stellari ( episodio IV, V e VI). L'ultimo esce proprio il giorno in cui nasco.

Uno dei protagonisti di Guerre Stellari è il famoso rapper cattolico Father P.I.O. (leggasi Paaioo . meglio conosciuto in italia come Padre Pio).. Nel film recita con lo pseudonimo di Obi Wan Kenobi.

Il rapper Padre Pio nasce il 25 di maggio.

Questo inequivocabilmente dimostra che io sono un cavaliere Jedi.

Io sono il Prescelto.

(e infatti ora torno di là a bere)

postato da: aurelianobuendia alle ore 00:42 | link | commenti (31)
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giovedì, 21 maggio 2009

Sixteen Military Wives           The Decemberists

Storie di Francia

Qualche anno fa, durante il primo interrail, a metà viaggio, facemmo tappa a Parigi.

Si stava in un ostello e come compagni di stanza  io avevo uno spagnolo fattone, un inglese biondo e antipatico, un giocoliere giapponese che parlava italiano (con mio sommo sbigottimento) e un egiziano che la sera stendeva il tappeto nel vano sotto il lavandino in modo da poter pregare rischiando sempre di dare una craniata mortale al sifone.

Ecco questo non centra nulla.

La storia è un' altra. E ne tralascio tante altre relative a quei giorni in cui data la mia  risaputa somiglianza con il lider maximo anche gli spacciatori di Les Halles mi chiamavano :" Ehi Fidel Castrò voulez vous de l'haschìsh?"

Una sera ci siamo fermati su un ponte in legno sulla Senna.

Era pieno di gente che  cantava, suonava ,beveva e mangiava. Dai freackettoni rastamanni a un coro di ragazze cattoliche...

Con le nostre belle Kronemburg da 75 cl  in mano facemmo amicizia (grazie al mio socio eh, che se fosse per me...) con un gruppo di ragazzi.

Un nero afro-francese che rollava canne a ripetizione, un coreano che imitava Elvis con la chitarra, gentaglia varia e poi due ragazze franco-algerine.

Io ero seduto in mezzo a loro.

Una, con un pennarello, iniziò a disegnarmi sulla mano una catena spezzata con sotto scritto "rompete le vostre catene!".

Io le dissi che non mi sarei mai lavato quel disegno dalla mano (in realtà dissi qualcosa che suonava credo come " je ne me wash pas sta hand" che è la mia lingua parlata all'estero).

Poi però, dopo i classici "italiano pulcinella!" e noi  che diamo credito al luogo comune cantando "comm è bella comm è bella a città  e pulicinella" e, a  grande richiesta, "O sole mio" si finisce ovviamente su Bella Ciao.

La ragazza francoalgerina, anzi entrambe, sostenevano che fosse in realtà una canzone di origine francese. E nonostante cercassi di spiegare loro che non fosse affatto vero, queste insistevano.

In ostello, appena tornato, sono andato nella "moschea da camera" dell egiziano e mi son lavato la mano.

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lunedì, 18 maggio 2009

Ashamed       Black Merda

 

Nella notte tra sabato e domenica, mentre guidavo la Sostituta, la macchina aristo-freack,  ascoltando Stereonotte dalla radio a batterie poggiata sul sedile del passeggero e mentre mangiavo pezzi di pizza capricciosa prendendoli dal cartone, che nemmeno fossi Homer Simpson, mi è tornato in mente il professore di educazione fisica del ginnasio.

Non avevamo una palestra ovviamente ma c'era un bel cortile alberato proprio antistante la scuola.

Nell'ora di educazione fisica scendevamo in questo cortile.

Chi voleva si metteva a passeggiare o a ripassare greco (o, chi ha fatto il classico capirà, " a copiare le frasi") o altrimenti il massimo dello sport concesso era sedersi sulla panchina sotto la palma e parlare di calcio col professore.

Aveva un'età indefinita tra i 65 anni ( portati male) e i 112 (portati male).

Aveva gli occhiali spessi con una grossa montatura nera e la stanghetta sinistra era  tenuta insieme  al resto degli occhiali con un  bel po' di scotch adesivo.

Era fascista.

Si vociferava fosse stato tenente dell' esercito e che avesse compattuto per la Repubblica di Salò.

.Era  fascista anche nel nome. Austero, romaneggiante e altisonante. Che a dire il vero mal si addiceva alla sua figura piuttosto trasandata.

 La voce rauca  e i modi  rozzi e spicci.

Chissà se è ancora vivo.

postato da: aurelianobuendia alle ore 11:26 | link | commenti (39)
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venerdì, 15 maggio 2009

Il giorno del mio compleanno          Marta sui Tubi

 

Come  credo ben sappiate questo è il secondo blog più bello di splinder*.

Tuttavia anche qua possiamo avere cadute di stile per così dire.

 Possiamo rischiare di abbassarci a livello di foto da sito pseudo-comico, tipo quello che si immortala vicino al cartello che indica  il ridente paesino dal nome Figa e simili amenità.

Ma infondo essendo indulgente con me stesso, per non dire che ho un Ego tonico e sodo, posso permettermelo.

Ed è così che  addentrandoci per una stradina che porta a un piccolo spiazzo proprio in riva al mare, nei pressi di una bella pineta ( tanto prima o poi gli alberi diventranno villette)

vediamo questo

02052009260MOD

 

*nel caso mi doveste chiedere quele sia il primo risponderò a turno " quello di chinaski77" e  " il tuo".

( e ieri sera concerto dei Marta sui Tubi. Che poi secondo me  a tratti assomigliano ai vecchi Quintorigo. E poi beh voi mica ce li avete i locali che offrono gratis i panini caldi con la peperonata piccante)

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lunedì, 11 maggio 2009

Young Folks          Peter,Bjorn & John

Quando ascolto Chopin credo di poter evocare spiriti neri dagli occhi viola che preannuncino il loro arrivo con odore di ambra liquida.

Quando ascolto Mozart mi rendo conto di come abbia scritto la migliore musica pop di tutti i tempi dopo i Beatles.

Quando ascolto Bach me lo figuro seduto all'organo, imponente, grande, unto e sudato e lo considero molto metal.

Ascoltare Eskimo di Guccini mi fa pensare a tutto  quello che avrei voluto essere e che non sono stato.

Sentire cantare Vasco Rossi mi fa capire che ha fatto e sta facendo alla musica rock  quello che i collant hanno fatto alla pratica del ditalino.

Perfect Day di Lou Reed fa pensare che a volte ci basterebbe  semplicemente vivere quello che racconta in quella canzone.

Ascoltare in macchina certi pezzi di Rossini mi fa venire voglia di accelerare e sentirmi come i drughi sulla Durango 95, autentico sbarazzino della notte.

Sentire Wagner mi fa crescere  dentro una strana e incontrollabile voglia di invedere la Polonia.

 

 

postato da: aurelianobuendia alle ore 15:24 | link | commenti (43)
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venerdì, 08 maggio 2009

Knots             Gentle Giant

 

Tra le cose che rendono la vita meritevole di essere vissuta,

oltre  al barolo,

c'è lo stare  seduti  al tavolo di cristallo  della mia cucina romana,

dopo la mezzanotte,

a chedersi cosa possa  significare il testo di A Whiter Shade of Pale

e ancora

chi fosse il Bonetti con cui Lucio Dalla va a Berlino

e chi il Cazzaniga che Rino Gaetano non regge più

 

postato da: aurelianobuendia alle ore 23:14 | link | commenti (25)
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martedì, 05 maggio 2009

I do dream you           Jennifer Gentle

 

Molti di noi hanno il mito immortale di Parigi.

Forse perchè Parigi è sempre un po' Rivoluzione, Parigi è il Maggio

Parigi sono le puttane  e le ballerine di Pigalle

è sigarette senza filtro ed è Sartre.

E ancora nel nostro immaginario

Parigi sono tette grandi e dal colore chiaro,

è sesso voluttuoso,

è "parle moi d'amour".

E' quel cappello portato un po' così

quel film in bianco e nero

è correre nei corridoi del Louvre

è "le tourbillon de la vie".

Che poi chi lo sa, magari anche quelli che stanno là o nel più sperduto Regno del Fife  o chessò in quale buco di culo del mondo vedono e sognano Roma come quella da girare in Vespa con Gregory Peck e Audrey Hepburn.

postato da: aurelianobuendia alle ore 15:25 | link | commenti (60)
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